La nascita del progetto

Le fasi operative che hanno portato alla creazione della storia

FASE 01

La Progettazione. Dove tutto ha inizio: perché è nato Bullying VR

Contesto e argomenti a favore del progetto

Da diverse rilevazioni effettuate dall’Associazione mantello dei docenti svizzeri, dal “Syndacat des enseignants romands”, dalle amministrazioni cantonali dell’educazione e dai servizi di consulenza scolastica, dal centro per le tecnologie dell’informazione nell’insegnamento emerge che il Bullismo e il Cyberbullismo siano indubbiamente presenti nelle scuole. Dagli studi emerge che gli effetti di tali fenomeni si ripercuotono sul rendimento scolastico, sui processi di emarginazione sociale, sull’aumento di disagi psichici come ansia, depressione, ritiro sociale, disturbi dell’alimentazione, cutting. (indagine PISA, Svizzera; Terre des Hommes, Osservatorio Indifesa, 2023; SUPSI Canton Ticino, 2019).

  • Empatia e comprensione: l’utilizzo della Virtual Reality permette agli studenti di sperimentare in modo realistico e coinvolgente cosa significa essere bulli, vittime di bullismo o essere testimoni di episodi di bullismo. Questa esperienza può stimolare l’empatia e la comprensione verso le vittime, aiutando gli studenti a sviluppare una maggiore consapevolezza delle conseguenze emotive e psicologiche del bullismo.
  • Coinvolgimento emotivo: la Virtual Reality può suscitare emozioni intense negli studenti, dando loro una connessione più profonda con le situazioni di bullismo. Questo coinvolgimento emotivo induce gli studenti a riflettere sui propri comportamenti e a sviluppare una maggiore responsabilità sociale nell’affrontare il problema.
  • Sensibilizzazione all’effetto osservatore: spesso, gli spettatori di atti di bullismo hanno un ruolo cruciale nel perpetuare o fermare l’abuso. Attraverso l’esperienza in Virtual Reality, gli studenti possono comprendere come il loro comportamento di “spettatore” può avere un impatto significativo sulla vittima e sulla dinamica complessiva della situazione.
  • Ambiente sicuro per la pratica: la Virtual Reality offre uno spazio sicuro per la pratica di situazioni di bullismo e risposte appropriate. Gli studenti possono sviluppare strategie di intervento senza il timore di conseguenze negative reali.
  • Coinvolgimento attivo: l’applicazione coinvolge attivamente gli studenti nel processo educativo, rendendo la prevenzione del bullismo più coinvolgente e interessante rispetto ai metodi tradizionali di insegnamento.
  • Raccolta di dati e analisi: l’app è stata strutturata per raccogliere dati anonimi sull’interazione degli studenti con le situazioni di bullismo simulato. Questi dati potrebbero essere utilizzati per identificare eventuali tendenze o aree di preoccupazione all’interno della scuola e guidare ulteriori interventi.
  • Diffusione dell’apprendimento: l’applicazione potrebbe essere facilmente condivisa e distribuita a scuole diverse e in diverse regioni, aumentando così l’impatto del progetto di prevenzione del bullismo.
  • Integrazione con programmi educativi esistenti: l’app di Virtual Reality sarà integrata nei programmi educativi esistenti di Croce Rossa sulla prevenzione del bullismo, arricchendo l’esperienza degli studenti e aumentando la probabilità di adesione e partecipazione.

Lo scopo del progetto è favorire il benessere e la salute mentale dei/delle giovani tramite la prevenzione primaria. Il progetto vuole informare e sensibilizzare i ragazzi e le ragazze, valorizzando le loro competenze emotive e sociali in modo tale da ridurre comportamenti disfunzionali e atti di emarginazione.

Contenuto del messaggio educativo proposto

Relazionarsi con i ragazzi vuol dire conoscere le sfide evolutive che stanno attraversando nelle fasi di preadolescenza e di adolescenza. Parlare in modo competente il loro linguaggio (del digitale e del web) e mostrare le potenzialità di uno strumento immersivo e innovativo come la realtà virtuale consente di costruire un terreno comune sul quale costruire e rafforzare valori e necessità educative. Mettersi nei panni dell’altro, vivere le emozioni che vive una vittima di bullismo, comprendere le dinamiche di gruppo che sottendono ad alcuni episodi di sottomissione, rendersi consapevoli delle spinte interiori che giustificano un comportamento e una decisione, sono solo alcuni dei messaggi educativi che si intende promuovere con questa proposta.

  • Consapevolezza: Uno degli obiettivi principali è aumentare la consapevolezza degli studenti riguardo al fenomeno del bullismo. Utilizzando la realtà virtuale per simulare situazioni di bullismo, gli studenti possono sperimentare in modo realistico le conseguenze del bullismo e sviluppare una maggiore empatia nei confronti delle vittime.
  • Empatia e compassione: Attraverso l’esperienza virtuale, gli studenti possono mettersi nei panni delle vittime di bullismo e sperimentare le emozioni e le difficoltà che affrontano. Ciò può favorire lo sviluppo dell’empatia e della compassione, incoraggiando comportamenti di sostegno e di aiuto verso gli altri.
  • Competenze sociali ed emotive: La realtà virtuale può offrire un ambiente sicuro per imparare e praticare competenze sociali ed emotive. Gli studenti possono essere coinvolti in simulazioni interattive che richiedono loro di gestire situazioni di conflitto, comunicare in modo efficace e risolvere i problemi in modo costruttivo.
  • Cambiamenti comportamentali: Il coinvolgimento degli studenti in esperienze di realtà virtuale che promuovono l’empatia, la comprensione e le competenze sociali può portare a cambiamenti comportamentali positivi nel tempo. Gli studenti potrebbero essere più propensi a intervenire e a contrastare il bullismo quando lo osservano, adottando un ruolo attivo nel promuovere ambienti scolastici inclusivi e rispettosi.
  • Clima scolastico positivo: Attraverso i principi dell’educazione emotiva e l’esperienza fornita dalla realtà virtuale, gli studenti potrebbero sviluppare un senso di responsabilità collettiva nel promuovere il rispetto reciproco, la diversità e l’inclusione all’interno della scuola.

FASE 02

Dentro la storia: il cuore dell’esperienza immersiva

La narrazione all’interno dell’app non è generica né astratta: è il frutto di un lavoro di co-progettazione tra educatori, psicologi, insegnanti e sviluppatori. Ogni scena è costruita per riflettere la realtà vissuta dai ragazzi e dalle ragazze, con dialoghi credibili, emozioni autentiche e situazioni riconoscibili.

L’esperienza è disponibile in due versioni narrative distinte – una con protagonista maschile e una con protagonista femminile – per garantire maggiore identificazione emotiva e inclusività.

Di seguito è riportata la visione narrativa nella versione maschile.

Ieri, a scuola, Matteo si è accanito contro Luca per un motivo banale: un paio di scarpe verdi che la madre gli aveva appena comprato.

Appena entrato in classe, Luca ha subito percepito l’atmosfera strana: mormorii, occhi puntati su di lui, sorrisetti trattenuti. Poco dopo, Matteo ha preso lo smartphone di un compagno, ha registrato un breve video in cui Luca appariva visibilmente a disagio e lo ha condiviso immediatamente sui social.

Nel filmato, Luca veniva ridicolizzato. Qualcuno lo aveva già soprannominato “lo sfigato delle scarpe verdi”, altri ridevano del suo stile, attribuendo alla madre una scelta “ridicola”.

Quando il video ha iniziato a girare nei gruppi della classe, Matteo si è avvicinato a Luca e, con tono sprezzante, gli ha ordinato di fare per lui le tavole di visiva per il giorno dopo. Era una richiesta deliberatamente umiliante: sapeva che Luca, per paura di ritorsioni, non avrebbe potuto dire di no.

Tornato a casa, Luca ha spento il cellulare. Era sicuro che il video stesse ancora circolando, raccogliendo commenti sempre più crudeli. Si sentiva solo, impotente, e in colpa: continuava a ripensare a ogni risata, a ogni sguardo di scherno.

Sapeva anche di aver fatto del male al fratellino, il giorno prima, scaricando la sua frustrazione sulla sua macchinina preferita. In quel momento, Luca avrebbe voluto solo scomparire. Si sentiva tradito… perfino da sé stesso.

Quella di Luca non è una storia isolata. È da episodi come questo, veri o ispirati a situazioni realmente accadute, che nasce l’esperienza immersiva proposta da Bullying VR.

Durante il percorso, ogni studente potrà scegliere di vivere in prima persona tre ruoli fondamentali:

  • La vittima, che sperimenta l’isolamento, la vergogna e la rabbia;
  • Il bullo, che compie scelte e ne osserva le conseguenze;
  • Lo spettatore, che può decidere se agire o voltarsi dall’altra parte.

L’esperienza è interattiva: le scelte compiute in ogni ruolo influenzano l’esito finale della storia, mettendo in luce le responsabilità individuali e le dinamiche collettive. Questa struttura narrativa aiuta i ragazzi a sviluppare empatia, pensiero critico e capacità decisionale.

L’obiettivo non è giudicare, ma offrire uno spazio sicuro dove riflettere, sbagliare, correggersi e crescere. La realtà virtuale diventa così uno strumento potente, capace di toccare corde profonde e generare un cambiamento reale nel modo in cui i ragazzi percepiscono sé stessi e gli altri.

FASE 03

La Profilazione dei personaggi

Nel progetto Bullying VR, la costruzione dei personaggi è stata un passaggio fondamentale per garantire un’esperienza credibile, emotivamente efficace e utile dal punto di vista educativo. Ogni figura che compare nella storia è stata progettata con cura, non solo per rappresentare uno stereotipo, ma per rispecchiare la complessità reale delle dinamiche relazionali.

PREMESSA: è importante sottolineare che non tutte le persone che hanno queste caratteristiche sono necessariamente bulli, e non tutti i bulli mostrano queste caratteristiche. Tuttavia ci sono alcune caratteristiche comuni che potrebbero indicare un comportamento intimidatorio o aggressivo.

ESPRESSIONI VISO:

  • sguardo fisso (con un’espressione di sfida o di minaccia)
  • sopracciglia aggrottate, scure e grosse
  • sorriso sardonico, beffardo, maligno, sarcastico (per mostrare superiorità e disprezzo)
  • labbra strette (rabbia contenuta)
  • mento alto

FISICO: Il bullo deve essere più grande, più alto, più muscoloso della vittima.

POSTURA: Postura eretta e spalle allargate

  • pugni chiusi o braccia incrociate
  • camminata sicura e decisa

CAPELLI: corti ai lati, neri e ciuffo da un lato (alla moda, curati)

ABBIGLIAMENTO:

  • felpa con cappuccio grigia
  • giacca nera in pelle
  • jeans neri strappati
  • scarpe bianche sportive

ACCESSORI:

  • collana importante
  • zaino nero portato su una spalla
  • occhiali da sole neri che indossa nell’atrio e che toglie quando si avvicina alla vittima

Il gruppo degli amici del bullo ha caratteristiche simili a quelle del bullo. I componenti del gruppo cercano di imitare i comportamenti e il modo di vestire del bullo per sentirsi accettati e inseriti nel gruppo.

4 ragazzi:

1. Andrea è un ragazzo alto e magro, con i capelli neri corti pettinati all’indietro. Ha gli occhi marroni e un viso ovale. Indossa pantaloni aderenti blu scuro e una maglietta bianca con delle scritte nere, scarpe da ginnastica bianche e giubbotto nero. Porta con sé uno zaino verde scuro su una spalla.

2. Marco è un ragazzo di media altezza e fisico snello, con i capelli biondi corti pettinati lateralmente. Ha gli occhi azzurri e un viso allungato. Indossa Jeans chiari larghi, una felpa nera con cappuccio, piumino over nero e scarpe da ginnastica bianche. Cappellino nero e Zaino nero che porta su una spalla.

3. Davide è un ragazzo basso e robusto, con i capelli castani corti rasati ai lati. Ha gli occhi verdi e un viso rotondo. Indossa jeans neri aderenti con t-shirt bianca, felpa tenuta aperta sopra grigia e giubbotto nero. Scarpe da ginnastica nere, collana grossa argento al collo e zaino nero tenuto su una spalla.

4. Alessandro è un ragazzo alto e muscoloso, con i capelli neri corti e pettinati all’indietro. Ha gli occhi scuri e un viso quadrato. Indossa Jeans scuri e stretti, maglione nero e giacca in pelle nera. Catena al collo argento e scarpe da ginnastica bianche. Zaino blu su una spalla.

PREMESSA: è importante sottolineare che non tutte le persone che hanno queste caratteristiche sono necessariamente vittime, e non tutti le vittime mostrano queste caratteristiche. Non necessariamente la vittima di bullismo deve avere delle caratteristiche fisiche particolari, ma potrebbe essere presa di mira perché è diversa dagli altri o perché non risponde agli standard di bellezza dominanti. La vittima potrebbe essere generalmente timida, riservata – generalmente evita di attirare l’attenzione su di sé. Evita il confronto con i bulli e accetta il comportamento aggressivo degli altri nei suoi confronti. La vittima, inoltre, potrebbe vestirsi in modo meno appariscente e non alla moda rispetto al bullo e ai suoi amici.

ESPRESSIONI VISO:

  • espressione preoccupata caratterizzata da tensione muscolare del viso, soprattutto nella zona degli occhi e della fronte
  • labbra chiuse e strette
  • occhi bassi quasi sempre (per evitare lo sguardo degli altri), ma attenti e alla ricerca di una via di fuga

FISICO: corporatura: sovrappeso

CAPELLI: taglio semplice, non curato, capelli castano chiaro e corti

POSTURA:

  • postura chiusa e protettiva
  • testa bassa
  • le spalle curve
  • mani sopra la testa o sulla faccia (per protezione durante l’atto di bullismo o post atto)

VOCE: tremante e bassa

ABBIGLIAMENTO:

  • jeans chiari, non troppo stretti e semplici
  • maglione azzurro o comunque chiaro
  • giubbotto blu non troppo scuro senza maniche
  • scarpe sportive bianche rovinate

ACCESSORI:

  • zaino portato su tutte e due le spalle verde
  • cartelletta porta disegni bianca, manici blu.

ESPRESSIONI VISO:

  • sguardo fisso (con un’espressione di sfida o di minaccia)
  • sopracciglia aggrottate
  • sorriso sardonico, beffardo, maligno, sarcastico (per mostrare superiorità e disprezzo)
  • labbra strette (rabbia contenuta)
  • mento alto

FISICO: la bulla più alta della vittima e slanciata.

CAPELLI: marroni lunghi, dritti e curati

POSTURA: postura eretta e spalle allargate

  • pugni chiusi, braccia incrociate o braccia sui fianchi
  • camminata sicura e decisa

ABBIGLIAMENTO:

  • maglietta nera, corta con pancia scoperta
  • giubbotto tenuto aperto, corto e rosso
  • jeans stretto vita bassa blu

ACCESSORI:

  • orecchini grossi a cerchio
  • collana grossa
  • zaino nero portato su una spalla

Il gruppo delle amiche della bulla ha caratteristiche simili a quelle della bulla. I componenti del gruppo cercano di imitare i comportamenti e il modo di vestire della bulla per sentirsi accettati e inseriti nel gruppo.

4 ragazze:

1. Sofia è una ragazza alta e magra, con i capelli biondi raccolti in una coda di cavallo alta. Ha gli occhi verdi e un viso allungato. Indossa jeans stretti blu, maglietta aderente arancione, stivaletti neri alla caviglia. Porta con sé una borsa da spalla grande nera e indossa orecchini e collana argento.

2. Giulia è una ragazza bassa e formosa, con i capelli castani e mossi a caschetto. Ha gli occhi marroni scuri e un viso rotondo. Indossa pantaloni stretti neri, una felpa over rossa . Scarpe da ginnastica colorate e indossa molti braccialetti e una collana. Zaino nero su una spalla.

3. Marta è una ragazza di media altezza e fisico snello, con i capelli neri, lisci e frangia che le arrivano alle spalle. Ha gli occhi azzurri e un viso ovale. Indossa Pantaloni larghi neri e maglia bianca corta. Porta stivaletti neri, un capellino nero e lo zaino rosso su una spalla.

4. Chiara è una ragazza di media altezza e fisico snello, con i capelli rossi mossi che le cadono sulle spalle. Ha gli occhi verdi e un viso ovale. Indossa jeans lar

ESPRESSIONI VISO:

  • espressione preoccupata caratterizzata da tensione muscolare del viso, soprattutto nella zona degli occhi e della fronte
  • labbra chiuse e strette
  • occhi quasi sempre rivolti verso il basso (per evitare lo sguardo degli altri), ma attenti e alla ricerca di una via di fuga

FISICO: corpo curvy.

CAPELLI: lunghi, castani chiaro o biondo scuro, legati con un codino azzurro o comunque colorato

POSTURA:

  • postura chiusa e protettiva
  • testa bassa
  • le spalle curve
  • mani sopra la testa o sulla faccia (per protezione durante l’atto di bullismo o post atto)

VOCE: tremante e bassa

ABBIGLIAMENTO:

  • jeans chiari, non troppo stretti e semplici
  • felpa con cappuccio grigia larga
  • giubbotto blu
  • scarpe sportive bianche sporche

ACCESSORI:

  • zaino portato su tutte e due le spalle azzurro
  • cartelletta porta disegni bianca, manici blu.

Fisico (M): altezza media, robusto, capelli corti marroni e occhi scuri marroni.

Abbigliamento (M): felpa bianca con cappuccio, jeans blu e scarpe da ginnastica bianche.

Fisico (F): magra e altezza media, occhi verdi, capelli marroni, lisci e lunghi curati.

Abbigliamento (F): felpa bianca, dei jeans blu e scarpe sportive bianche.

Ha un atteggiamento sbadato, con una postura rilassata e disinteressata.

Ha il sorriso o un ghigno sul volto, sguardo divertito mentre riprende la scena con il cellulare.

Aspetto caratteriale: persona poco sensibile alle conseguenze delle sue azioni, divertita dal dolore altrui e desiderosa di attirare l’attenzione sui social media.

POSSIBILI CARATTERISTICHE DEL GRUPPO

Fisico (M): altezza media, magro, capelli corti marroni e occhi verdi.

Abbigliamento (M): felpa grigia con cappuccio, pantaloni da jogging neri e scarpe da ginnastica bianche.

Fisico (F): magra e alta, occhi scuri, capelli neri e lisci raccolti in una coda di cavallo.

Abbigliamento (F): maglione attillato nero, dei jeans strappati e stivaletti neri.

Postura rilassata e poco interessata, con un’aria annoiata.

Aspetto caratteriale: persona poco combattiva, che cerca di evitare i conflitti e non vuole assumersi la responsabilità di prendere posizione.

Tono di voce basso e poco coinvolgente, sguardo distratto e poco interessato alla situazione.

POSSIBILI CARATTERISTICHE DEL GRUPPO

Fisico (M): alto, robusto, capelli corti biondi e occhi marroni.

Abbigliamento (M): felpa blu con cappuccio, jeans chiari e scarpe da ginnastica bianche.

Fisico (F): altezza media, robusta, occhi azzurri, capelli biondi lunghi e ricci.

Abbigliamento (F): maglione oversize nero, pantaloni verdi stile cargo e scarpe da ginnastica bianche.

Postura eretta e decisa, con un’aria di determinazione.

Tono di voce deciso e sicuro, sguardo diretto e impegnato a far valere la sua posizione.

Aspetto caratteriale: Persona coraggiosa e altruista, che crede nei valori della giustizia e dell’uguaglianza e che è disposta a correre dei rischi per difendere gli altri.

POSSIBILI CARATTERISTICHE DEL GRUPPO

Fisico (M): alto, muscoloso, capelli corti curati neri, occhi verdi.

Abbigliamento (M): camicia a quadri, jeans e scarpe da ginnastica.

Fisico (F):altezza media, snella, occhi castani, capelli corti e mossi, con un piercing al naso.

Abbigliamento (F): T-shirt bianca con sopra una giacca di pelle nera e jeans skinny.

La classe sarà composta dai 3 gruppi di spettatori descritti e ai banchi già seduti ci dovranno essere in più le seguenti figure:

  • Un ragazzo asiatico
  • Una ragazza musulmana con il velo
  • Un ragazzo africano nero
  • Una ragazza mediorientale

Tutti vestiti casual impegnati in attività didattiche

Età: intorno ai 40 anni
Altezza: alta
Corporatura: magra
Capelli: scuri mossi
Abbigliamento: camicia bianca, pantalone grigio, scarpe da ginnastica e valigetta in tessuto nera
Accessori: occhiali da vista, montatura nera
Occhi: azzurri
Espressione del viso: sorriso gentile, ma deciso.
Atteggiamento: serio, ma amichevole.

FASE 04

Creazione dei testi e dei dialoghi. Scrivere per educare: un equilibrio tra realismo e valore educativo

I dialoghi sono il frutto di un processo attento e collaborativo, nato dall’incontro tra esperienze reali e competenze educative. Si analizzano situazioni vissute in classe e online, si raccolgono esperienze autentiche e si trasforma tutto in script credibili e riconoscibili.

Ogni ruolo (vittima, bullo, spettatore) ha un linguaggio distinto, coerente con età, contesto sociale e dinamiche relazionali. I dialoghi includono slang, interruzioni, espressioni colloquiali e pause realistiche per riflettere il modo in cui i ragazzi parlano tra loro.

Ogni battuta rispecchia un obiettivo chiaro: manipolare, umiliare, difendere o negare. Come suggerito da tecniche narrative, la domanda chiave è: “Cosa vuole ottenere questo personaggio con questa frase?” – e ogni linea di dialogo serve uno scopo concreto, sia narrativo che educativo.

Molti espliciti conflitti emotivi emergono tra le righe. I silenzi o i sospiri diventano elementi narrativi importanti per veicolare tensione, insicurezza o timore, potenziando la dimensione emotiva del contesto senza proseguire dialoghi esaurienti

Per evitare monologhi forzati, i dialoghi sono brevi, dinamici, alternati a interazioni non verbali (sguardi, pause, gesti). Anche nel digitale, la brevità favorisce un impatto immediato

I dialoghi vengono testati con ragazzi reali, in contesti laboratorio, per verificare se suonano naturali e coerenti. Solo dopo revisioni – basate su osservazioni dirette – si inseriscono nell’app. Le modifiche mirano a eliminare frasi che non riflettono realmente il parlato quotidiano.

I dialoghi non servono solo a evocare emozioni efficacemente, ma a stimolare riflessione e consapevolezza. Ogni scelta narrativa è pensata per mettere gli studenti di fronte a dilemmi morali, responsabilità personali e conseguenze reali.

FASE 05

Lo Sviluppo tecnico-artistico