Home » La storia
Da diverse rilevazioni effettuate dall’Associazione mantello dei docenti svizzeri, dal “Syndacat des enseignants romands”, dalle amministrazioni cantonali dell’educazione e dai servizi di consulenza scolastica, dal centro per le tecnologie dell’informazione nell’insegnamento emerge che il Bullismo e il Cyberbullismo siano indubbiamente presenti nelle scuole. Dagli studi emerge che gli effetti di tali fenomeni si ripercuotono sul rendimento scolastico, sui processi di emarginazione sociale, sull’aumento di disagi psichici come ansia, depressione, ritiro sociale, disturbi dell’alimentazione, cutting. (indagine PISA, Svizzera; Terre des Hommes, Osservatorio Indifesa, 2023; SUPSI Canton Ticino, 2019).
Lo scopo del progetto è favorire il benessere e la salute mentale dei/delle giovani tramite la prevenzione primaria. Il progetto vuole informare e sensibilizzare i ragazzi e le ragazze, valorizzando le loro competenze emotive e sociali in modo tale da ridurre comportamenti disfunzionali e atti di emarginazione.
Contenuto del messaggio educativo proposto
Relazionarsi con i ragazzi vuol dire conoscere le sfide evolutive che stanno attraversando nelle fasi di preadolescenza e di adolescenza. Parlare in modo competente il loro linguaggio (del digitale e del web) e mostrare le potenzialità di uno strumento immersivo e innovativo come la realtà virtuale consente di costruire un terreno comune sul quale costruire e rafforzare valori e necessità educative. Mettersi nei panni dell’altro, vivere le emozioni che vive una vittima di bullismo, comprendere le dinamiche di gruppo che sottendono ad alcuni episodi di sottomissione, rendersi consapevoli delle spinte interiori che giustificano un comportamento e una decisione, sono solo alcuni dei messaggi educativi che si intende promuovere con questa proposta.
La narrazione all’interno dell’app non è generica né astratta: è il frutto di un lavoro di co-progettazione tra educatori, psicologi, insegnanti e sviluppatori. Ogni scena è costruita per riflettere la realtà vissuta dai ragazzi e dalle ragazze, con dialoghi credibili, emozioni autentiche e situazioni riconoscibili.
L’esperienza è disponibile in due versioni narrative distinte – una con protagonista maschile e una con protagonista femminile – per garantire maggiore identificazione emotiva e inclusività.
Di seguito è riportata la visione narrativa nella versione maschile.
Ieri, a scuola, Matteo si è accanito contro Luca per un motivo banale: un paio di scarpe verdi che la madre gli aveva appena comprato.
Appena entrato in classe, Luca ha subito percepito l’atmosfera strana: mormorii, occhi puntati su di lui, sorrisetti trattenuti. Poco dopo, Matteo ha preso lo smartphone di un compagno, ha registrato un breve video in cui Luca appariva visibilmente a disagio e lo ha condiviso immediatamente sui social.
Nel filmato, Luca veniva ridicolizzato. Qualcuno lo aveva già soprannominato “lo sfigato delle scarpe verdi”, altri ridevano del suo stile, attribuendo alla madre una scelta “ridicola”.
Quando il video ha iniziato a girare nei gruppi della classe, Matteo si è avvicinato a Luca e, con tono sprezzante, gli ha ordinato di fare per lui le tavole di visiva per il giorno dopo. Era una richiesta deliberatamente umiliante: sapeva che Luca, per paura di ritorsioni, non avrebbe potuto dire di no.
Tornato a casa, Luca ha spento il cellulare. Era sicuro che il video stesse ancora circolando, raccogliendo commenti sempre più crudeli. Si sentiva solo, impotente, e in colpa: continuava a ripensare a ogni risata, a ogni sguardo di scherno.
Sapeva anche di aver fatto del male al fratellino, il giorno prima, scaricando la sua frustrazione sulla sua macchinina preferita. In quel momento, Luca avrebbe voluto solo scomparire. Si sentiva tradito… perfino da sé stesso.
Quella di Luca non è una storia isolata. È da episodi come questo, veri o ispirati a situazioni realmente accadute, che nasce l’esperienza immersiva proposta da Bullying VR.
Durante il percorso, ogni studente potrà scegliere di vivere in prima persona tre ruoli fondamentali:
L’esperienza è interattiva: le scelte compiute in ogni ruolo influenzano l’esito finale della storia, mettendo in luce le responsabilità individuali e le dinamiche collettive. Questa struttura narrativa aiuta i ragazzi a sviluppare empatia, pensiero critico e capacità decisionale.
L’obiettivo non è giudicare, ma offrire uno spazio sicuro dove riflettere, sbagliare, correggersi e crescere. La realtà virtuale diventa così uno strumento potente, capace di toccare corde profonde e generare un cambiamento reale nel modo in cui i ragazzi percepiscono sé stessi e gli altri.
Nel progetto Bullying VR, la costruzione dei personaggi è stata un passaggio fondamentale per garantire un’esperienza credibile, emotivamente efficace e utile dal punto di vista educativo. Ogni figura che compare nella storia è stata progettata con cura, non solo per rappresentare uno stereotipo, ma per rispecchiare la complessità reale delle dinamiche relazionali.
PREMESSA: è importante sottolineare che non tutte le persone che hanno queste caratteristiche sono necessariamente bulli, e non tutti i bulli mostrano queste caratteristiche. Tuttavia ci sono alcune caratteristiche comuni che potrebbero indicare un comportamento intimidatorio o aggressivo.
ESPRESSIONI VISO:
FISICO: Il bullo deve essere più grande, più alto, più muscoloso della vittima.
POSTURA: Postura eretta e spalle allargate
CAPELLI: corti ai lati, neri e ciuffo da un lato (alla moda, curati)
ABBIGLIAMENTO:
ACCESSORI:
Il gruppo degli amici del bullo ha caratteristiche simili a quelle del bullo. I componenti del gruppo cercano di imitare i comportamenti e il modo di vestire del bullo per sentirsi accettati e inseriti nel gruppo.
4 ragazzi:
1. Andrea è un ragazzo alto e magro, con i capelli neri corti pettinati all’indietro. Ha gli occhi marroni e un viso ovale. Indossa pantaloni aderenti blu scuro e una maglietta bianca con delle scritte nere, scarpe da ginnastica bianche e giubbotto nero. Porta con sé uno zaino verde scuro su una spalla.
2. Marco è un ragazzo di media altezza e fisico snello, con i capelli biondi corti pettinati lateralmente. Ha gli occhi azzurri e un viso allungato. Indossa Jeans chiari larghi, una felpa nera con cappuccio, piumino over nero e scarpe da ginnastica bianche. Cappellino nero e Zaino nero che porta su una spalla.
3. Davide è un ragazzo basso e robusto, con i capelli castani corti rasati ai lati. Ha gli occhi verdi e un viso rotondo. Indossa jeans neri aderenti con t-shirt bianca, felpa tenuta aperta sopra grigia e giubbotto nero. Scarpe da ginnastica nere, collana grossa argento al collo e zaino nero tenuto su una spalla.
4. Alessandro è un ragazzo alto e muscoloso, con i capelli neri corti e pettinati all’indietro. Ha gli occhi scuri e un viso quadrato. Indossa Jeans scuri e stretti, maglione nero e giacca in pelle nera. Catena al collo argento e scarpe da ginnastica bianche. Zaino blu su una spalla.
PREMESSA: è importante sottolineare che non tutte le persone che hanno queste caratteristiche sono necessariamente vittime, e non tutti le vittime mostrano queste caratteristiche. Non necessariamente la vittima di bullismo deve avere delle caratteristiche fisiche particolari, ma potrebbe essere presa di mira perché è diversa dagli altri o perché non risponde agli standard di bellezza dominanti. La vittima potrebbe essere generalmente timida, riservata – generalmente evita di attirare l’attenzione su di sé. Evita il confronto con i bulli e accetta il comportamento aggressivo degli altri nei suoi confronti. La vittima, inoltre, potrebbe vestirsi in modo meno appariscente e non alla moda rispetto al bullo e ai suoi amici.
ESPRESSIONI VISO:
FISICO: corporatura: sovrappeso
CAPELLI: taglio semplice, non curato, capelli castano chiaro e corti
POSTURA:
VOCE: tremante e bassa
ABBIGLIAMENTO:
ACCESSORI:
ESPRESSIONI VISO:
FISICO: la bulla più alta della vittima e slanciata.
CAPELLI: marroni lunghi, dritti e curati
POSTURA: postura eretta e spalle allargate
ABBIGLIAMENTO:
ACCESSORI:
Il gruppo delle amiche della bulla ha caratteristiche simili a quelle della bulla. I componenti del gruppo cercano di imitare i comportamenti e il modo di vestire della bulla per sentirsi accettati e inseriti nel gruppo.
4 ragazze:
1. Sofia è una ragazza alta e magra, con i capelli biondi raccolti in una coda di cavallo alta. Ha gli occhi verdi e un viso allungato. Indossa jeans stretti blu, maglietta aderente arancione, stivaletti neri alla caviglia. Porta con sé una borsa da spalla grande nera e indossa orecchini e collana argento.
2. Giulia è una ragazza bassa e formosa, con i capelli castani e mossi a caschetto. Ha gli occhi marroni scuri e un viso rotondo. Indossa pantaloni stretti neri, una felpa over rossa . Scarpe da ginnastica colorate e indossa molti braccialetti e una collana. Zaino nero su una spalla.
3. Marta è una ragazza di media altezza e fisico snello, con i capelli neri, lisci e frangia che le arrivano alle spalle. Ha gli occhi azzurri e un viso ovale. Indossa Pantaloni larghi neri e maglia bianca corta. Porta stivaletti neri, un capellino nero e lo zaino rosso su una spalla.
4. Chiara è una ragazza di media altezza e fisico snello, con i capelli rossi mossi che le cadono sulle spalle. Ha gli occhi verdi e un viso ovale. Indossa jeans lar
ESPRESSIONI VISO:
FISICO: corpo curvy.
CAPELLI: lunghi, castani chiaro o biondo scuro, legati con un codino azzurro o comunque colorato
POSTURA:
VOCE: tremante e bassa
ABBIGLIAMENTO:
ACCESSORI:
Fisico (M): altezza media, robusto, capelli corti marroni e occhi scuri marroni.
Abbigliamento (M): felpa bianca con cappuccio, jeans blu e scarpe da ginnastica bianche.
Fisico (F): magra e altezza media, occhi verdi, capelli marroni, lisci e lunghi curati.
Abbigliamento (F): felpa bianca, dei jeans blu e scarpe sportive bianche.
Ha un atteggiamento sbadato, con una postura rilassata e disinteressata.
Ha il sorriso o un ghigno sul volto, sguardo divertito mentre riprende la scena con il cellulare.
Aspetto caratteriale: persona poco sensibile alle conseguenze delle sue azioni, divertita dal dolore altrui e desiderosa di attirare l’attenzione sui social media.
POSSIBILI CARATTERISTICHE DEL GRUPPO
Fisico (M): altezza media, magro, capelli corti marroni e occhi verdi.
Abbigliamento (M): felpa grigia con cappuccio, pantaloni da jogging neri e scarpe da ginnastica bianche.
Fisico (F): magra e alta, occhi scuri, capelli neri e lisci raccolti in una coda di cavallo.
Abbigliamento (F): maglione attillato nero, dei jeans strappati e stivaletti neri.
Postura rilassata e poco interessata, con un’aria annoiata.
Aspetto caratteriale: persona poco combattiva, che cerca di evitare i conflitti e non vuole assumersi la responsabilità di prendere posizione.
Tono di voce basso e poco coinvolgente, sguardo distratto e poco interessato alla situazione.
POSSIBILI CARATTERISTICHE DEL GRUPPO
Fisico (M): alto, robusto, capelli corti biondi e occhi marroni.
Abbigliamento (M): felpa blu con cappuccio, jeans chiari e scarpe da ginnastica bianche.
Fisico (F): altezza media, robusta, occhi azzurri, capelli biondi lunghi e ricci.
Abbigliamento (F): maglione oversize nero, pantaloni verdi stile cargo e scarpe da ginnastica bianche.
Postura eretta e decisa, con un’aria di determinazione.
Tono di voce deciso e sicuro, sguardo diretto e impegnato a far valere la sua posizione.
Aspetto caratteriale: Persona coraggiosa e altruista, che crede nei valori della giustizia e dell’uguaglianza e che è disposta a correre dei rischi per difendere gli altri.
POSSIBILI CARATTERISTICHE DEL GRUPPO
Fisico (M): alto, muscoloso, capelli corti curati neri, occhi verdi.
Abbigliamento (M): camicia a quadri, jeans e scarpe da ginnastica.
Fisico (F):altezza media, snella, occhi castani, capelli corti e mossi, con un piercing al naso.
Abbigliamento (F): T-shirt bianca con sopra una giacca di pelle nera e jeans skinny.
La classe sarà composta dai 3 gruppi di spettatori descritti e ai banchi già seduti ci dovranno essere in più le seguenti figure:
Tutti vestiti casual impegnati in attività didattiche
Età: intorno ai 40 anni
Altezza: alta
Corporatura: magra
Capelli: scuri mossi
Abbigliamento: camicia bianca, pantalone grigio, scarpe da ginnastica e valigetta in tessuto nera
Accessori: occhiali da vista, montatura nera
Occhi: azzurri
Espressione del viso: sorriso gentile, ma deciso.
Atteggiamento: serio, ma amichevole.
I dialoghi sono il frutto di un processo attento e collaborativo, nato dall’incontro tra esperienze reali e competenze educative. Si analizzano situazioni vissute in classe e online, si raccolgono esperienze autentiche e si trasforma tutto in script credibili e riconoscibili.
Ogni ruolo (vittima, bullo, spettatore) ha un linguaggio distinto, coerente con età, contesto sociale e dinamiche relazionali. I dialoghi includono slang, interruzioni, espressioni colloquiali e pause realistiche per riflettere il modo in cui i ragazzi parlano tra loro.
Ogni battuta rispecchia un obiettivo chiaro: manipolare, umiliare, difendere o negare. Come suggerito da tecniche narrative, la domanda chiave è: “Cosa vuole ottenere questo personaggio con questa frase?” – e ogni linea di dialogo serve uno scopo concreto, sia narrativo che educativo.
Molti espliciti conflitti emotivi emergono tra le righe. I silenzi o i sospiri diventano elementi narrativi importanti per veicolare tensione, insicurezza o timore, potenziando la dimensione emotiva del contesto senza proseguire dialoghi esaurienti
Per evitare monologhi forzati, i dialoghi sono brevi, dinamici, alternati a interazioni non verbali (sguardi, pause, gesti). Anche nel digitale, la brevità favorisce un impatto immediato
I dialoghi vengono testati con ragazzi reali, in contesti laboratorio, per verificare se suonano naturali e coerenti. Solo dopo revisioni – basate su osservazioni dirette – si inseriscono nell’app. Le modifiche mirano a eliminare frasi che non riflettono realmente il parlato quotidiano.
I dialoghi non servono solo a evocare emozioni efficacemente, ma a stimolare riflessione e consapevolezza. Ogni scelta narrativa è pensata per mettere gli studenti di fronte a dilemmi morali, responsabilità personali e conseguenze reali.